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Rebranding

Le motivazioni per un rebranding

Diverse aziende con il passare degli anni devono ricorrere al rebranding ovvero a quel processo creativo per rinnovare la propria immagine aziendale. Le motivazioni sono differenti e illustreremo le più comuni in questa nostra analisi.

In un processo di rebranding l’azienda può decidere di modificare profondamente l’immagine che ha dato per anni alla clientela, può essere rappresentato da un rinnovo del logo o addirittura da una nuova creazione da zero. Le principali motivazioni delle modifiche ad un brand sono:

1. Immagine dell’azienda fuori moda

Una delle motivazioni più comuni in un processo di rebranding, diverse aziende decidono di rinnovare ciclicamente la propria immagine in base alla tendenze del momento e per dare un aspetto sempre fresco alla clientela. Gli esempi sono numerosissimi, dalla Pepsi fino alla Apple.

Un processo del genere non sempre funziona, basti pensare alla modifica recente del logo di Instagram; il nuovo logo non è stato "digerito" dall'utenza che ha reagito con ironia e diffidenza sin dal giorno della sua pubblicazione.


 

2. Il brand ha una cattiva reputazione

Legare il proprio marchio ad una cattiva reputazione, dovuta ad errori di marketing e/o produzione, è una motivazione serie per un rebranding, per giungere ad un obiettivo importantissimo: riconquistare la clientela con un’immagine totalmente nuova.
Un caso molto famoso è il caso della Philip Morris, azienda che – tra le tante cose – produceva le famose sigarette e che con una serie di acquisizioni era giunta ad un vero monopolio del mondo del tabacco.
L’azienda, in realtà, non produceva solamente sigarette e per poter vendere ulteriori prodotti (come ad esempio il vino) senza dover subite le influenze negative dovute alla vendite di sigarette, ha dovuto effettuare un profondo rebranding diventando l’Altria Group.

 

3. A causa di fusioni, scissioni o acquisizioni

Altro caso di rebranding tra i più comuni è quello basato sulle fusioni, scissioni o acquisizioni. Troviamo esempi nel campo dei videogiochi (SquareSoft ed Enix fuse nella SquareEnix), nel campo delle compagnie petrolifere (Total ed Erg diventate TotalErg) e persino nel campo delle assicurazioni (UnipolSai, nata dalla fusione di Fondiaria-Sai e Unipol Assicurazioni).
Ridisegnare il logo da zero, in questa situazione, non è conveniente ed infatti solitamente si sceglie una versa “fusione” dei loghi per poter dare una continuità aziendale per la clientela di entrambe.

 

4. Riposizionamento sul mercato

Alcune aziende decidono di modificare il proprio target di vendita, l’espansione del mercato permette a molte aziende di avere ulteriori introiti, ma in alcuni casi il logo precedente rappresenta un ostacolo per alcune parole presenti. Esempio recente è quello di Starbucks che nel 2011 ha modificato il proprio logo rimuovendo la scritta “Starbucks Coffee” per permettere all’azienda nuove strategie di mercato.